Come presentare ricorso all’agenzia delle entrate

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L’importanza dell’assistenza legale immediata

Se ti è pervenuto un atto fiscale o una cartella di pagamento che reputi essere illegittima e ritieni che tali somme non siano dovute all’Agenzia delle Entrate, hai la possibilità di dar vita ad un procedimento che ti consenta di chiedere ed ottenere lo sgravio di quell’atto. Ti indichiamo, di seguito, come presentare ricorso all'Agenzia delle Entrate.

Primo passo: presentare autotutela all’Agenzia delle Entrate

L’autotutela è il potere conferito alla Pubblica Amministrazione e dunque anche all’ADE, di annullare d’ufficio gli atti che essa stessa ha emesso, perché infondati o illegittimi.

L'istanza d’ autotutela, di cui ti puoi avvalere come primo passo per presentare ricorso all'Agenzia delle Entrate, si presenta in carta ``semplice``, cioè senza bolli e viene spedita con raccomandata a/r, ma se possiedi una casella di posta certificata, è valida anche con tale mezzo.

Nell’istanza indicherai tutto ciò che serve per ricostruire la tua vicenda, quindi la data del ricevimento dell’accertamento o della cartella esattoriale e i motivi per i quali ritieni l’atto illegittimo. Il motivo può essere l’errore sulla persona del contribuente, la duplicazione dell’imposta già pagata in passato ma non registrata nei loro terminali, ed altre infinite valide ragioni, che forse da solo avrai difficoltà ad individuare.

Se presenti autotutela contro una cartella di pagamento, devi spedire la lettera sia all’Agente impositore, ad esempio l’Inps, che all’Agente della riscossione, cioè all’Agenzia delle Entrate; se, invece, ti rivolgi contro un accertamento, sei tenuto ad inviare la lettera solo all’ente impositore. Le modalità dell'istanza e i rapporti con gli Enti in questione, sono spesso ostici da affrontare, per questo avrai bisogno di un legale che ti indichi come presentare ricorso all'Agenzia delle Entrate.

Il problema nel quale incorrerai con l’Autotutela, è un inutile dispendio di tempo, in quanto la Pubblica Amministrazione è spesso lenta e inerte, non essendo vincolata a rispondere o ad annullare l’atto. In tal modo possono facilmente decorrere i 60 giorni che hai a disposizione per presentare ricorso innanzi al giudice, con la conseguenza che sarai costretto a pagare la cartella notificata anche se ritieni che sia non dovuta.

L’autotutela, invero, non ha l’effetto di sospendere l’efficacia dell’atto contestato né interrompe i termini per poter presentare un ricorso. Dal momento che hai solo 60 giorni di tempo dalla notifica dell’atto che vuoi contestare per poter presentare ricorso innanzi al giudice, ti conviene certamente agire subito con il ricorso in tribunale.

Per questo motivo ti consigliamo di rivolgerti ad un legale che sappia come presentare ricorso all'Agenzia delle Entrate, per vedere riconosciuto il tuo diritto ed evitare che tu debba pagare una cartella anche quando non dovuta, per l’inerzia della Pubblica Amministrazione.

Come presentare ricorso all’Agenzia delle Entrate

Avvalendoti di un avvocato di fiducia,che abbia esperienza su come presentare ricorso all'Agenzia delle Entrate, puoi impugnare il ruolo e/o la cartella proponendo ricorso entro 60 giorni dalla notifica della cartella, come previsto dal D. Lgs. N. 546/1992. Nel caso in cui avessi ricevuto l’avviso di accertamento o liquidazione o semplicemente un provvedimento di irrogazione della sanzione, per il quale il legislatore abbia previsto autonoma impugnabilità, puoi impugnare la cartella e/o il ruolo solo per i vizi propri di tale cartella o del ruolo.

Per i contenziosi con valore inferiore a 20.000 euro, è ammessa una proposta di mediazione con la quale è possibile una rideterminazione della pretesa creditoria, che potrebbe essere comoda nel tuo caso.

Procedimento: come presentare ricorso all'Agenzia delle Entrate

Il ricorso prende la forma di un vero e proprio giudizio innanzi alla Commissione tributaria, in cui il tuo avvocato di fiducia deve preparare memorie difensive e tutto quanto risulti necessario per provare l’illegittimità della pretesa creditoria o la nullità della notifica della cartella.

È dunque necessaria l’assistenza di un legale, come quelli presenti nel nostro Studio Legale Avanzolini, con esperienza in materia tributaria e una profonda conoscenza degli enti da affrontare. È fondamentale che l’assistenza legale abbia inizio da subito, cioè dal momento della notifica della cartella che ritieni illegittima e che vuoi contestare. Attendere i 60 giorni comporterebbe solo il rischio di far decorrere i termini per il ricorso, per questo puoi chiedere una prima consulenza sul nostro sito.

Consulenza Online

Lo Studio Legale Avanzolini offre un servizio di consulenza tributaria a Roma, Latina e Cori. In caso di impossibilità a recarsi in sede è possibile richiedere una consulenza legale online per avere in tempi brevi informazioni e pareri legali nell'interesse del pubblico (come avviene comunemente per via diretta o telefonica) avvalendosi del mezzo telematico.

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